Idiozia

«Cane ucciso per “arte” in Costa Rica – Guillermo Habacuc Vargas, sedicente artista del Costa Rica, in una delle sue mostre presso la Galeríam Códice ha esposto la sua peggiore opera: un cane, pelle ed ossa, legato con una corda e lasciato lì a morire di fame e di sete. Vargas aveva pagato dei bambini affinché catturassero un cane randagio per poi utilizzarlo come “opera”. L’opera d’arte consisteva appunto nel guardare l’agonia e la sofferenza fino alla morte. Alle persone presenti alla mostra era stato vietato di portare cibo ed acqua, chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l’animale, veniva allontanato in malo modo con insulti. Il messaggio sopra il cane morente, una scritta fatta di crocchette che riportava la frase: “Sei quello che leggi”. Vargas è stato inoltre selezionato per rappresentare il Costa Rica alla Biennale Centro Americana del 2008. Firmate e diffondete la petizione OIPA affinché simili atrocità non vengano mai più commesse. La morte di un animale non è arte bensì crudeltà. Invia la lettera di protesta alla pagina … (link)». (Newsletter OIPA del 24 ottobre 2007)

Ovvio – sia detto per le rappresentanze del Costa Rica – che questo machiavellico mentecatto non porta alcun onore. Regolarsi di conseguenza, privandolo di qualsiasi riconoscimento, è doveroso o – quanto meno – indice di lungimiranza. Pipistro

Idioziaultima modifica: 2007-10-24T23:31:55+02:00da controcontro
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Un pensiero su “Idiozia

  1. Ho firmato nel pomeriggio la petizione on-line sul sito
    http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html?rel=nofollow

    Come ho avuto modo di dire su un altro blog, i colpevoli in questa storia sono molti. Dall’artista in prima posizione, ai gestori della galleria d’arte che hanno permesso questa crudeltà. Ai visitatori della mostra. Non uno che abbia vinto il menefreghismo e l’ignoranza e che si sia lanciato in soccorso dell’animale.
    Alla fine sono tutti criminali dello stesso livello!
    E questo mi porta la conferma ad una testimonianza che ebbi da un ecuadoriano due anni fa.
    Si diceva stupito di quanto amore e dedizione noi europei abbiamo per gli animali d’affezione, stupito per quante energie vengono impegnate per la tutela e la salvezza dei randagi. Derideva il fatto che il nostro governo avesse varato una legge a tutela degli animali, con pene severe per i maltrattamenti.
    Per lui erano assurdità, perchè diceva che dalle sue parti nessuno si prendeva briga per queste cose e che l’uccisione a sassate o a legnate di un animale libero in strada era una cosa normale.
    L’ecuadoriano, un ingegnere, era all’epoca un collega di lavoro.
    Quella fu l’ultima volta che lo volli accanto a me, l’ultima volta che gli rivolsi la parola. Da quel giorno lo emarginai… Il suo contratto di lavoro terminò alcuni mesi dopo.
    Ecco, l’episodio riportato in questo post è una conferma dell’idea che mi ero fatto di quei popoli sud-americani… purtroppo…

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