Come ci vedono loro

f4659e3ef6c36916faabdcd163006970.jpgOggi siamo in grado di interpretare con una sufficiente precisione come vedono gli animali grazie all’impegno di molti ricercatori che si sono avvalsi di studi elettrofisiologici, anatomici e comportamentali. Il cane ed il gatto hanno una funzione visiva molto diversa da quella dell’uomo dato che in natura avrebbero la necessità di vedere meglio in condizioni di luce crepuscolare o quasi assente essendo dei predatori notturni. Per questo motivo nella loro retina vi sono moltissimi bastoncelli, recettori sensibili alla luce di minore intensità e sul fondo dell’occhio esiste una struttura, il tappeto lucido, che riflette la poca luce che è presente anche nella notte piu’ buia.

Al buio come di giorno
E’ stato calcolato che il riflesso del fondo dell’occhio nel gatto è 130 volte superiore a quello dell’uomo; per questo motivo vede ancora con un’intensità luminosa 6 volte inferiore alla minima che noi possiamo percepire. Il cane ha caratteristiche simili anche se pare necessiti di intensità lievemente superiori, comunque ha una percezione tale che i ricercatori per osservarne il comportamento devono utilizzare strumenti sofisticati, la loro vista non basta. L’amplificazione della luminosità notturna consente di mettere in risalto le potenziali prede su uno sfondo parzialmente luminoso e di cacciarle. Inoltre i bastoncelli sono finalizzati alla percezione dei movimenti e, se la preda si muove, non può sfuggire.

In uno studio del 1936 negli Stati Uniti è stato dimostrato che pastori tedeschi della Polizia erano in grado di percepire oggetti in movimento ad una distanza variabile tra 810 e 900 metri mentre oggetti fermi erano percepiti a 585 metri o meno. Una vista cosi’ specializzata però non consente di vedere bene i dettagli ma solo l’insieme del campo visivo, in effetti il cane e il gatto come la maggior parte degli animali non hanno la macula, settore del fondo dell’occhio che consente la visione fine indispensabile all’uomo per leggere e svolgere le proprie attività. Anche il campo visivo, cioè l’area che un occhio è in grado di osservare, nei nostri animali ha un’ampiezza variabile con la loro funzione e quindi non solo con la specie ma anche con la razza. Nei brachicefali, cioè nei soggetti con muso appiattito come ad esempio il cane Bulldog o il gatto Persiano, gli occhi sono diretti un po’ lateralmente; nei mesocefali che hanno un muso piu’ allungato, sono disposti verso l’avanti.

Visione a 250 gradi
In media nei cani gli occhi deviano di 20° lateralmente mentre nell’uomo sono diretti in avanti senza alcuna deviazione; per questo motivo il campo visivo totale del cane è di circa 250° mentre quello dell’uomo è di 180° / 190°. Poco comunque se confrontato con quello del cavallo pari a circa 357° che, essendo un potenziale predato, ha necessità di vedere tutto attorno a sé per sopravvivere. Un importante fattore che differenzia la capacità visiva degli animali è anche la loro altezza rispetto al terreno che condiziona la prospettiva: immaginiamo cosa possono vedere un piccolo Yorkshire Terrier o un gatto che entrano in un prato d’ erba non tagliata rispetto ad un Alano. I piccoletti penetrano in una fitta foresta, il colosso passeggia sul prato.

Studi comportamentali hanno evidenziato che il cane ed il gatto hanno una buona capacità di percepire la forma mentre la particolare costituzione della retina ne limita la percezione dei colori, privilegiando le necessità notturne quando i colori scompaiono. Percepiscono quindi dal blu al giallo ma le altre lunghezze d’onda vengono interpretate come sfumature dal bianco al grigio. Il cane non è in grado di distinguere come tali il rosso ed il verde, se ha la funzione di guida per ciechi impara a rispettare il semaforo in rapporto alla luminosità ed alla posizione del settore acceso; però percepisce una scala di grigi che noi non possiamo nemmeno immaginare.

In sintesi estrema possiamo affermare che la funzione visiva del cane e del gatto è inferiore a quella dell’uomo per quanto riguarda la visione binoculare, la percezione dei colori, le capacità di focalizzazione e l’acutezza visiva. E’ però migliore in condizioni di luce attenuata, consente la percezione veloce di nuove immagini e dei movimenti in un campo visivo particolarmente ampio e con una percezione di una scala di grigi a noi sconosciuta. Sono quindi animali che dovrebbero vivere in una nicchia ecologica in cui l’uomo si troverebbe in forti difficoltà. Ciò nonostante si sono adattati molto bene alle nostre esigenze e convivono con noi condividendo a volte le stesse passioni, ad esempio per la televisione.

Attenti alla televisione
A questo proposito attenzione ai possibili problemi: le immagini televisive sono composte da piu’ fotogrammi che si susseguono in sequenza rapida (di solito 60 al secondo) che noi vediamo come un filmato perché siamo in grado al massimo di vedere separate poco piu’ di 50 immagini al secondo. I cani arrivano a percepire fino a 60 sequenze al secondo per cui molti di loro vedono singoli fotogrammi in sequenza rapida ed alcuni, in condizioni patologiche, per questo stimolo possono presentare crisi convulsive.

 

Claudio Peruccio   specialista in Clinica delle Malattie degli Animali da Compagnia ed è Diplomato al College Europeo degli Oculisti Veterinari

Come ci vedono loroultima modifica: 2007-10-15T20:20:00+02:00da controcontro
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3 pensieri su “Come ci vedono loro

  1. Dov’è che ho già letto questo articolo? Non è molto, lo ricordo principalmente per l’errore al fondo dell’articolo in cui parla di 60 immagini al secondo sul TV, quando in realtà sono 50… Un errore ininfluente sul tema della vista negli animali, ma essendo nel campo non potevo fare a meno di notarlo.
    E non ha neppure scritto che sebbene cani e gatti vedano molto bene anche a grandi distanze, hanno invece molta difficoltà a focalizzare l’oggetto davanti a loro al di sotto dei due metri di distanza. Motivo per cui il gatto, prima di fare il salto finale sulla preda, ondeggia con la testa per acquisire informazioni sulla distanza esatta della preda.

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